Dal 2011 a oggi sull'immobiliare italiano si sono stratificati costi fiscali in continua crescita tanto che l'aumento delle tasse è stato del +150% nell’arco di questi ultimi cinque anni. Con l’Imu e la Tasi da pagare, il carico fiscale è infatti ben più alto di quello dato dall’Ici, la tassa sulla casa vigente in Italia fino al 2011.

Oltre a queste imposte che hanno tutte le carte in regola per essere definite patrimoniali e che garantiscono agli enti comuni e allo stato un gettito paria a 22 miliardi di euro (secondo quanto dichiarato da Confedilizia), a gravare sul settore immobiliare sono anche le imposte sul reddito (Irpef, Ires, cedolare secca) per un totale di 9,2 miliardi di euro. Vi sono poi le imposte indirette sui trasferimenti e operazioni (Iva, imposta di registro, di bollo, ipotecarie e catastali), e altri tributi (Tari, tributo provinciale per l’ambiente, contributi ai Consorzi di bonifica) che garantiscono un gettito pari a 9,6 miliardi di euro e infine un miliardo di euro viene raccolto sulle locazioni (imposta di registro, imposta di bollo). Tanto è il carico fiscale sulla casa, l'imposta che, pur cambiando tre volte il nome (da Ici a Imu e, infine, a Tasi) rimane la meno amata dagli italiani, storicamente in maggioranza proprietari dell'immobile in cui abitano.

Il j’accuse viene da Confedilizia nella persona del Presidente Giorgio Spaziani Testa in conferenza stampa e in coincidenza del giorno in cui al Parlamento è stato presentato il disegno di legge di bilancio.

Sebbene il carico fiscale sia effettivamente tanto gravoso, e induca i nuovi acquirenti a riflettere se acquistare o affittare un’abitazione dove vivere, tuttavia occorre considerare al momento di effettuare le scelte di compravendita o di locazione anche il fatto che il disegno di legge intende abolite IMU e TASI su prima casa, sui terreni agricoli e imbullonati, nonché intende allungare i termini per poter usufruire del bonus fiscale per la ristrutturazione edilizia. 

È un chiaro incentivo quest’ultimo che il governo vuole accordare ai proprietari di casa (o nudi proprietari) nonché agli affittuari, usufruttuari, comodatari, soci di cooperative divise e indivise, familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile ecc. affinché venga riqualificato il patrimonio immobiliare nazionale, anche in vista delle recenti emergenze sismiche che hanno flagellato la penisola in questi ultimi mesi.
Seguendo le novità della manovra 2017 in approvazione alla Camera, per il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio e per le ristrutturazioni straordinarie e ordinarie edilizie, infatti, è possibile usufruire fino al 31 dicembre 2017 (la scorsa scadenza era fino al 31 dicembre 2016) della detrazione fiscale ai fini IRPEF del 50%, per un massimo di spesa di 96.000 euro. La detrazione, che deve essere suddivisa in 10 quote annuali. 

L’ampio spettro degli interventi agevolabili è consultabile sul sito dell’IPSOA

L’elaborazione delle modifiche del disegno di legge, non solo in termini di agevolazioni fiscali all’edilizia, ha richiesto quasi 24 ore ininterrotte di esame della Commissione Bilancio della Camera. Il disegno di legge della manovra 2017 è passato oggi all’Aula per l’approvazione ed è previsto il voto di fiducia. La manovra finanziaria anche detta Legge di Stabilità entrerà in vigore da Gennaio 2017.